La Storia

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manoscritto di Suor Annabilia Coser: iniziative e primo lustro 1898 1899 1900 1901 1902 1903 |
De Montel (da Vita Trentina del 1953) |
| La storia continua... | Le Suore di Maria Bambina |
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1950 ai nostri giorni
Dai
verbali del Consiglio di Direzione: Da
documenti vari: |
"La scuola dell'infanzia di Povo compie cent'anni" |
Iniziative e primo lustro dell'asilo
infantile di Povo
(dal manoscritto di Suor Annabilia Coser, maestra di Povo)
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Nell’ottobre 1895 Monsignor de Montel, decano di S.Rota che era solito trascorrere un paio di mesi all’anno nella sua villa di Sprè di Povo, prima del suo ritorno a Roma, durante una visita all’ospedale espresse il proprio rammarico che nessuno pensasse ai piccoli bambini "abbandonati - come egli diceva - a loro stessi, sulle porte degli abituri o lungo le vie. Non si potrebbe - aggiungeva- aver anche qui un asilo, onde istillare fin dall’infanzia, nel cuore dei bimbi, sentimenti di sana e vera educazione ?" Suggerì di rivolgersi ai signori di Povo per ottenere aiuto finanziario.
Nel maggio del 1896 la signora Anna de Malfatti promise una somma rilevante per le spese d’impianto, esprimendo il desiderio che venissero poi esposti i ritratti dei suoi defunti genitori. Ci voleva però una persona capace di mettersi all’opera per tale realizzazione, ma il Rev. Parroco don Giovanni Martinelli che avrebbe potuto impegnarsi a tal fine, era gravemente ammalato; morì infatti il settembre dello stesso anno.
Nell’ottobre 1896, durante una nuova visita all’ospedale di Povo, Mons. de Montel sollecitò la Superiora a stendere un preventivo delle spese d’avvio e a pensare ad una casa adatta allo scopo, "casa che avrebbe dovuto essere quasi nel centro del paese , in un luogo aprico e sano, circondata da piazzali e cortili per giochi, passeggiate....".
Si pensò di prendere in affitto i saloni a pianoterra della villa Cavagna (casa rossa) ,sita nelle vicinanze dell’ospedale, poichè, sebbene piuttosto lontana dal paese, sembrava la sola adatta.
Nel novembre, durante un incontro fortuito con la Superiora nell’angusta sala d’aspetto della stazione ferroviaria di Povo, Mons. de Montel dichiarò la sua intenzione di farsi promotore e benefattore della nuova opera; promise di versare il capitale per il primo impianto del fabbricato ed annualmente una somma per dieci anni consecutivi a beneficio dell’opera, a condizione che la stessa rimanesse sotto la giurisdizione del Parroco pro-tempore.
Nel dicembre dello stesso anno prendeva possesso della Parrocchia di Povo il Rev. don Tommaso Dallafior che venne presentato alla comunità dal parroco della Cattedrale di Trento, Mons. Valentinelli "facendo voti che l’autorità ecclesiastica e civile cooperassero efficaciemente al bene del paese".
Le speranze riposte nel nuovo Pastore non restarono deluse poichè egli, venuto a conoscenza del progetto-asilo, vi adoperò assiduamente e seppe guadagnarsi la fiducia di poveri e ricchi che volentieri promisero di "por mano alla borsa".
Ma non mancarono le difficoltà: il venerdì santo del 1897 morì la nobile signora Malfatti e non si rinvenne alcun scritto che manifestasse l’intenzione da lei espressa a favore dell’asilo.
S’aggiunse una lunga malattia della Superiora, maestra nella terza classe femminile, che fece decidere la Madre Generale a ritirarla dal paese e ad accordare al Comune di Povo le tre suore maestre al solo patto che abitassero nell’edificio stesso della scuola o in una casa vicina, ma non più nell’ospedale; difficoltà che fece rinunciare all’idea di Villa Cavagna per l’asilo.
Ma don Dallafior, dopo aver superato non pochi contrasti, fiducioso nella Provvidenza, decise la compera di un fondo parrocchiale ed ebbe la soddisfazione di vedersi aiutato con somme considerevoli da Mons. de Montel e dal Rev.don Mosè Marineli, parroco di Verla in pensione, dimorante presso l’ospedale.
Si passò quindi alla decisione di erigere, in un tratto del fondo parrocchiale acquistato dal signor Paolo Conci, un nuovo edificio che sarebbe servito per asilo e per abitazione delle suore maestre.
L’asilo era sorto e fin dall’ottobre venne abitato nel piano superiore dalle suore maestre. Non fu possibile invece accogliere i bambini perchè troppe eran state le spese, ma si riuscì ad organizzare l’oratorio femminile dove, ogni domenica e festa, dopo le funzioni parrocchiali, si riuniva un buon numero di scolare e giovani per passare iinsieme la serata.
Benchè la generosità di molte buone persone avesse contribuito non poco all’incremento dell’opera, non si poteva pensare al mantenimento del personale necessario e agli arredi scolastici senza trovarsi di fronte a nuove difficoltà. Si convenne di cedere in affitto al Comune uno dei locali per tenervi la prima classe mista. Il Comune poi prestò i banchi della scuola ad uso dei piccoli durante le vacanze, così l’asilo restò aperto in prova dal 15 luglio al 15 ottobre.
Prima dell’apertura venne compilato uno Statuto* e nominato un Comitato presieduto dal parroco. Detto Comitato aveva l’incarico di provvedere ad ogni bisogno dell’asilo e fu stabilito di riconoscere quali benefattori tutti coloro che, almeno una volta, avessero versato a vantaggio del medesimo l’importo di 50 fiorini.
Già fin d’allora furono annoverati nell’elenco dei Benefattori i seguenti nominativi:

Il 15 luglio giunsero da Trento una suora e una mandataria che s’unirono alle tre suore della scuola nella nuova casa che venne riempita da una gaia schiera di 108 bambini.
Per aiutare l’opera alcune signore del paese posero in attività una lotteria di beneficienza con risultati superiori alle aspettative; un’altra somma rilevante venne aggiunta da Mons. de Montel che in settembre visitò i bambini; in quell’occasione essi lo nominarono il "Bonsignore".
Il 15 ottobre l’asilo venne chiuso dopo un soddisfacente funzionamento e il locale fu nuovamente dato in affitto al Comune fino all’anno seguente.
Col contributo di varie benefattrici venne allestita all’interno dell’asilo una Cappella al fine di racchiudere il S.S. Sacramento. Il 27 aprile il Rev. Mons.Simone Baldessari, Decano del Capitolo della Cattedrale, accompagnato dalle autorità e dalla folla dei fedeli, partì dalla chiesa colla S. Pisside che ripose nel tabernacolo della nuova cappella.
Nel settembre, a villa Saracini, il coro de paese diretto dal signor Ezechiele Pontalti, segretario comunale, tenne un concerto per mezzo del quale si raccolsero abbondanti offerte che servirono a diminuire il capitale passivo dell’asilo.
Il 9 ottobre i bambini furono di nuovo in festa per accogliere la visita di Sua Eccellenza Vescovo di Linz, accompagnato da Mons. de Montel, da Mons. Baldessari e dal Cavaliere di Malta conte Galeazzo Thun. Pochi giorni dopo visitò l’asilo pure il Vescovo di Trento Mons. Eugenio Carlo Valussi.
In quell’anno l’asilo rimase aperto per sei mesi, dal 15 aprile al 15 ottobre, frequentato da un centinaio di bambini, condotto da una suora e da una ragazza di Calceranica. Fu favorito da nuove offerte che vennero assorbite da inaspettate spese per lavori al fabbricato.
Anche in quest’anno il Vescovo onorò l’asilo di una sua visita.
Nonostante la soddisfazione generale delle famiglie, restava un inconveniente a cui pensare: i bambini dovevano lasciare l’asilo a mezzogiorno per il pranzo e far ritorno per l’istruzione del pomeriggio, nei mesi più caldi. "E quel trovarsi esposti lungo le vie ben quattro volte al dì, e per lo più soli, non era forse a considerarsi pericoloso e d anche d’inciampo nell’educazione morale? E se le mamme avessero potuto starsene in pace dalle sette del mattino fino alle cinque della sera, non avrebbero potuto meglio accudire alle loro domestiche faccende?"
Si pensò così di provvedere al desinare, aumentando il personale e passando alle spese per l’avvio della cucina; a tal scopo giunsero varie offerte ed anche una gran pentola nuova di rame!
Venne stabilito un Regolamento interno riguardante la pulizia dei piccoli e l’obbligo dei genitori di versare anticipatamente la minima tassa di otto centesimi al giorno per il mantenimento dei figli. La proposta fu accolta con gioia, comprendendone il vantaggio per i bambini, sia dal lato morale che fisico.
Mons. de Montel versò la somma di mille corone a condizione che la durata dell’asilo si prolungasse a tutto l’anno, eccetto i tre mesi più freddi. Per conseguire tale scopo si doveva rifiutare al Comune il locale fino allora affittato e procurare nuovi banchi; si vedeva inoltre il bisogno di alzare i muri di cinta per un miglior uso del piazzale.
Il 28 settembre il coro di Povo diede un secondo concerto e riuscì a consegnare al Comitato l’importo necessario per l’acquisto di un armonium, strumento adatto ad accompagnare il canto dei bambini.
"In mezzo a tanti e crescenti bisogni, non si scorge forse la mano di Clui che tocca e dirige i cuori al compimento dei Suoi Voleri e all’alleviamento delle altrui necessità?"
Il Comitato non solo accettò l’offerta, ma promise di porre il ritratto della baronessa nella sala dell’asilo.
Per l’apertura dell’asilo i banchi nuovi erano pronti e in un angolo c’era l’armonium. Si stava lavorando all’innalzamento dei muri di cinta ed eran necessari altri restauri all’interno della casa e così "il conto uscite saliva, saliva e quasi, dopo tanta carità ricevuta, si cominciava nuovamente a temere.... Ma no, era un torto che si avrebbe fatto alla Provvidenza dopo tante prove avute di special protezione".
E difatti diverse famiglie del paese, in occasione o memoria dei loro morti, vennero in aiuto con offerte. Nel giorno del trattenimento una benefica signora che desiderò restasse celato il suo nome, fece dono all’asilo di ottanta grembiulini di divisa, affinchè venissero indossati dai bimbi in occasione di feste, processioni, funerali.
L’attività dell’asilo quell’anno venne sospesa il 30 nevembre, ma da tempo si vagheggiava l’idea di aggiungere un’altra utile istituzione quale la "Scuola di lavoro" per le giovani con più di quindici anni, la maggior parte delle quali era occupata in filanda o in altro laboratorio a Trento.
Il parroco s’incaricò del mantenimento di detta scuola, chiese a tal scopo una suora maestra ed ebbe la soddisfazione di veder la scuola frequentata da un buon numero di alieve desiderose di apprendere.

Con notizie tratte da "LA VOCE DI POVO" , foglio d’informazione della Parrocchia che, fin dal primo numero uscito nel marzo 1954, segnala regolarmente le offerte all’asilo, la maggior parte delle quali fatte dalle famiglie del paese come ringraziamento per la partecipazione dei bambini al funerale di un loro congiunto, come era ormai consuetudine.
Nei numeri del dicembre 1955 e di gennaio, febbraio e marzo ‘56 , viene integrata con notizie ricavate da un Diario delle suore e da una pubblicazione stampata nel 1982 in occasione del 150° di fondazione delle Suore di Maria Bambina, reperiti presso la Scuola Materna.
Così il nostro asilo, frequentato da circa un centinaio di bambini, andò migliorando la propria sistemazione e il proprio funzionamento.
" I genitori sono soddisfatti perchè i loro bambini non solo imparano molto, ma sanno vincere i loro capriccetti", troviamo scritto nella cronaca delle suore.
Tutto procedette bene fino alo scoppio della I° guerra mondiale 1914-18, quando l’asilo venne chiuso e fu occupato dai soldati che vi tennero dapprima dei dormitori, mentre gli ufficiali occuparono una stanza al piano superiore e la legnaia fu usata come scuderia; più tardi si tenne anche la scuola per allievi ufficiali.
Molti piccoli con le loro famiglie andarono profughi in Moravia dove rimasero fin al 1917. Verso l’estate del 1918 la popolazione languiva di fame e il Comitato provinciale d’approvvigionamento pensò ai bambini e ragazzi dai tre ai quattordici anni che furono mandati a Baselga di Pinè, affidati alle cure di alcuni insegnanti e suore.
Con la fine del I°conflitto mondiale e la perdita della guerra da parte dell’Austria, il Trentino passò all’Italia; fu necessaria l’approvazione dello Statuto dell’Asilo dal regio Provveditorato agli Studi della Venezia Tridentina che giunse, con le relative modifiche, nel 1929.
All’alba del 1919, una morte repentina colse il Rev.Parroco don T.Dallafior, fondatore e presidente dell’asilo, compianto da tutti; venne a sostituirlo il Rev. don Vigilio Tamanini.
E, finalmente, nel marzo 1919, dopo quasi quattro anni di sospensione, l’asilo riprese la sua attività raccogliendo fino a 130 bambini. La tassa da pagare era di due corone mensili.
Un comitato di persone con a capo la contessa Giulia Manci Sardagna, ottenne dal Comitato Nazionale d’Assistenza, indumenti e generi alimentari (carne congelata, latte condensato) in abbondanza, per cui i piccoli, indeboliti dagli stenti della guerra, ben presto ripresero salute e forza.
La popolazione andava aumentando ed anche l’edificio scolastico non bastava più, sicchè nel 1926 il Municipio pregò la Direzione dell’asilo a voler cedere tre aule per sei mesi, lasciando aperto l’asilo dal I°maggio al 31 ottobre. Considerate le condizioni di Povo così frazionata per cui parecchi bambini percorrevano la distanza di un chilometro o anche due, e che la maggior parte delle famiglie preferivano avere i piccini custoditi nei mesi in cui si era più occupati nel lavoro dei campi, la chiusura nella cattiva stagione venne accettata.
Frattanto le aumentate esigenze richiedevano un ampliamento e una miglior sistemazione del fabbricato; nel 1929 si iniziarono dei lavori che arricchirono la casa di un’ampia sala, di più adeguati servizi igienici e di una nuova cappella inaugurata nel maggio 1931.
Nel 1938 però, due delle classi elementari ospitate nei locali dell’asilo si dovettero allontanare perchè quest’ultimo avrebbe funzionato anche nei mesi invernali, per poter beneficiare di un assegno pro refezioni calde per bambini poveri, offerto dall’Opera Maternità e Infanzia.
Da quell’epoca il nostro asilo seguì un ritmo regolare fino al 2 settembre 1943 quando l’edificio scolastico fu occupato dai numerosi sfollati di Trento rimasti senza casa nel primo bombardamento durante la seconda guerra mondiale e l’asilo dovette cedere due aule dove si alternavano per l’istruzione le classi II e III e le due quinte femminile e maschile.
Quasi contemporaneamente il sobborgo fu invaso da truppe tedesche che si sistemarono nelle migliori abitazioni. Il comando di zona, installato nella villa Saracini, costituiva un notevole pericolo; lì si trovavano cannoni di grosso calibro e mitragliatrici e fu costruita, per il deposito delle munizioni, una lunga trincea entro il muro di cinta.
Per questo alle suore dell’asilo fu consigliato di abbandonare la casa, trovandosi vicina al luogo preso di mira dagli aerei che scendevano fulminei a bassa quota per mitragliare. Per alcuni mesi la sera e la notte le suore vennero ospitate presso l’ospedale, ma di giorno erano di nuovo all’asilo con i loro piccoli e , solo al grosso allarme, correvano al rifugio, impiegandovi ben sette minuti. In seguito fu offerto loro un ambiente in Villa Santoni che, sebbene disagiato, era però vicino al rifugio e dava maggior sicurezza anche per i bambini.
Il 2 maggio 1945, con gioia e riconoscenza nel cuore, si potè tornare presso l’asilo "mai trovato tanto bello, benchè mostrasse le stimmate della guerra" come annotava una suora nella cronaca.
"Un ufficiale inglese, ritornato a Povo in tempo di pace, così s’esprimeva a riguardo della plaga di Pantè e Mesiano, di cui fanno centro l’asilo e villa Saracini: - Io non so come e perchè ci siano ancora queste case, mentre noi avevamo l’ordine tassativo di spianare!-"
Nel 1945 avvenne anche la partenza del Presidente dell’asilo, Rev. don Luigi Demattè che fu sostituito dal Rev. don Lino Tamanini.
Nel 1949 l’intera popolazione partecipò esultante alla solenne commemorazione per il cinquantesimo di fondazione dell’asilo.
Nell’ottobre dello stesso anno la classe V° elementare, che da un ventennio usufruiva di un locale dell’asilo, si trasferì nel nuovo edificio scolastico, così i bambini poterono essere meglio accomodati, senza il disagio di trasportare tavoli e panchine da un locale all’altro.
Nel 1950, nel periodo delle vacanze estive, vennero rifatti i servizi igienici e la lavanderia, col contributo dell’Ente Regione.
De Montel...... un diplomatico
trentino
(da
Vita Trentina - 1953)
Gian Battista de Montel nacque a Rovereto il 13-7-1831, discendente da una vecchia famiglia di Castelani vescovili di Pergine.
Assolti gli studi medi a Pergine, frequentò il Seminario, parte a Bressanone, parte a Trento e infine a Roma dove poi si laureò in Diritto civile e canonico alla Gregoriana e venne ordinato sacerdote.
Dopo esser stato professore di diritto al Pontificio Seminario Romano, nel 1877 venne chiamato da Papa Pio IX alla carica di Uditore della Sacra Romana Rota, della quale divenne dopo pochi anni il Decano; contemporaneamente veniva nominato consulente dell’Ambasciata Austro-Ungarica presso la S.Sede. Ottenne poi altri importanti incarichi distinguendosi in campo diplomatico tantochè per quasi cinquant’anni fu l’uomo di fiducia di tre papi nelle questioni riguardanti la S.Sede e i governi di Vienna e Berlino; per tre volte rifiutò la porpora cardinalizia per proseguire il suo lavoro difficile e poco conosciuto dal grande pubblico.
I suoi gusti personali, il suo temperamento di montanaro e la coscienza del dovere si trovarono d’accordo nel rifiutare l’alto incarico e il conseguente onore, ma il mondo ecclesiastico romano lo designò "Eminenza violetta".
Dal 1884 in poi, Monsignor de Montel trascorse costantemente un paio di mesi all’anno, in estate-autunno, nella sua villa a Sprè di Povo, ospitando molte personalità del tempo. Lasciò un archivio composto da una cinquantina di volumi contenenti la sua corrispondenza con importanti nomi della Chiesa, della politica e della diplomazia. Tale raccolta venne per la maggior parte distrutta per gli eventi bellici 1915-18.
Monsignor de Montel morì a Roma il 18 novembre 1910 e le sue spoglie riposano nel piccolo cimitero di S.Marta in Vaticano.
Negli anni che seguirono, l’asilo, funzionò regolarmente dal 1 ottobre a luglio : ancora da "La Voce di Povo" si ricavano le notizie che seguono e che trovano riscontro nei Verbali del Consiglio di Direzione.
SETTEMBRE 1956: Nel nostro asilo sono iniziati i lavori per l’esecuzione dell’impianto di riscaldamento centrale ed acqua calda a circolazione meccanica.
NOVEMBRE 1958: Le suore hanno acquistato una bellissima e piccola giostra che forma l’attrattiva e la delizia sia dei bambini come pure delle ragazze che si raccolgono la domenica all’Oratorio femminile.
DICEMBRE 1959: Il nostro asilo è frequentato quotidianamente da circa 85 bambini.
OTTOBRE 1961: l’amministrazione del nostro asilo, nei mesi di agosto e settembre, ha provveduto all’esecuzione di alcuni lavori: venne demolito il pavimento del corridoio d’entrata e rifatto in travette varesi, quindi, sia il corridoio come la vasta sala per la ricreazione furono pavimentate a nuovo con marmo alla palladiana. Si vuole così creare un ambiente che abbia anch’esso una benefica influenza sull’animo dei piccoli.
FEBBRAIO 1962: Col gennaio è iniziato il trasporto a mezzo autobus dei bambini dell’asilo da Oltrecastello, Sprè, Celva e Borino. In tutto circa una ventina; una suora fa da accompagnatrice sul percorso in modo che le famiglie ne risentono un notevole beneficio. Si vede inoltre la necessità dell’installazione del telefono.
DAI VERBALI DEL CONSIGLIO DI DIREZIONE ANNI 1963-70
1963: si cambia la porta di ingresso con una in alluminio, ferro e vetro e si eseguono altri piccoli lavori.
1964: col 1°gennaio viene aumentato lo stipendio mensile delle suore; da L. 9000 a 25000 per le due suore maestre e a 20000 per le suore aiuto; da 10000 a 15000 per la bambinaia.
1965: viene accettata l’eredità della sig.ra Irma Pecoretti, morta il 12/3/64 che lascia, con suo testamento, la sua parte di casa sita in Pantè di Povo, nonchè dell’orto e casetta adiacente, all’asilo Infantile di Povo,con l’onere di tenere in ordine le tombe dei suoi genitori e sua. Gli altri eredi sono d’accordo di pagare in contanti il valore della parte spettante all’asilo, ma per venire in possesso dell’eredità serve autorizzazione del Presidente della Giunta Provinciale.
1966: per avere diritto all’eredità è necessario che la Scuola materna sia riconosciuta come Ente giuridico, mentre sembra che, dal vecchio statuto che pure era stato stimato sufficiente dalla Federazione degli asili, non risulti tale e perciò si deve provvedere a delle modifiche.
1967: si aderisce al desiderio delle autorità ecclesiastiche e civili di togliere l’usanza di partecipazione ai funerali da parte dei bambini e di vestirli da paggi o angeli nelle celebrazioni religiose.
1970: si avviano le pratiche necessarie per ottenere il riconoscimento giuridico dell’istituzione, approvando un nuovo Statuto. Si decidono altri lavori di miglioria dell’edificio. Si ringrazia e si saluta con vivo rincrescimento il rev. Parroco don Mario Moschen e si da il benvenuto al Rev. don Remo Noriller.
DAI DOCUMENTI RELATIVI ANNI 1970-78
21 APRILE 1970: ATTO COSTITUTIVO DI FONDAZIONE DELLA "SCUOLA MATERNA DI POVO", avente come prima base patrimoniale la casa catastalmente individuata con la p.ed.342 formante la p.t.406 c.c. Povo e intavolata al nome dell’asilo infantile di Povo.
Tale atto di fondazione, come comprova rogito notarile del dott.Stelzer di Lavis n. 10134/2592 di repertorio, registrato a Trento il 9 maggio 1970 con n.1458 mod.I - Vol.85, venne promosso dal Consilgio Direttivo in carica al fine di dare all’Istituzione una chiara ed aggiornata configurazione giuridica.
25 OTTOBRE 1970: DOMANDA DI EREZIONE IN ENTE MORALE quale istituzione pubblica di assistenza e beneficienza della Fondazione Asilo Infantile ora Scuola Materna di Povo, inviata dal Parroco don Mario Moschen alla Divisione Regionale dell’Assistenza Pubblica - Palazzo della regione in Trento.
17 DICEMBRE 1971: DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE N.3381:
riconoscimento implicito, tramite accertamento dichiarativo, della natura di istituzione pubblica di assistenza e beneficienza dell’asilo infantile di Povo (I.P.A.B.).
6 LUGLIO 1972: RICHIESTA DI NOMINA DI UN COMMISSARIO STRAORDINARIO
inviata al Presidente della Giunta Regionale dal Presidente della Scuola Materna, rev. Parroco don Remo Noriller al quale i compèonenti del Comitato di Amministrazione in carica, riunitisi il21 giugno, non avendo ritenuto la loro posizione consona formalmente al dettato statutario, avevano lasciato il compito di continuare nel mandato e di concludere la pratica tendente a dotare l’istituzione dei regolamentari strumenti ed organi amministrativi.
8 AGOSTO 1972: DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE N.2207
Nomina di un commissario straordinario dell’istituzione pubblica di assistenza e beneficienza "Asilo Infantile" con sede in Povo, con lo specifico incarico di proporre un nuovo statuto e di formulare tutte quelle riforme che si rendessero necessarie e di compiere tutti gli atti di ordinaria e straordinaria amministrazione per la gestione dell’Ente, rimanendo in carica fino all’entrata in funzione del Consiglio di Amministrazione e comunque non oltre sei mesi dalla data di notifica della presente deliberazione. Tale incarico venne affidato al dott. Fabio Cagol, direttore didattico, residente a Povo.
8 MARZO 1973: DELIBERAZIONE DEL COMMISSARIO STRAORDINARIO:
Riforma statuto e cambiamento della denominazione originaria dell’Istituzione:
1) approvazione del nuovo schema di Statuto organico dell’I.P.A.B. "Asilo Infantile di Povo" di data 30 dicembre 1972, composto da n.27 articoli ed una norma transitoria;
2) modifica della denominazione originaria dell’Istituzione, da "Asilo Infantile-Povo" a "Scuola Materna -Povo di Trento" risultando quest’ultima più rispondente all’impostazione pedagogico didattica del momento.
23 MARZO 1973: DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE N.303:
proroga del mandato del Commissario straordinario dell’Asilo Infantile di Povo di ulteriori sei mesi.
30 APRILE 1973: DOMANDA DI PARERE SUL NUOVO SCHEMA DI STATUTO ORGANICO, inviata al dott. Cagol a : signor Sindaco di Trento;
Provveditorato agli Studi;
Giunta Provinciale;
O.N.M.I. - Federazione Prov.
Nella seduta dello stesso giorno la Giunta Provinciale espresse parere favorevole sia per la proposta di Statuto che per la riforma dell’intestazione, inviandone comunicazione in data 16 maggio 1973.
8 MAGGIO 1973: PARERE FAVOREVOLE DEL PROVVEDITORATO AGLI STUDI DI TRENTO sulla proposta di nuovo statuto.
21 MAGGIO 1973: PARERE FAVOREVOLE DEL CONSIGLIO COMUNALE DI TRENTO.
1 FEBBRAIO 1974: DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE N.149:
Approvazione modifica statuto dell’Istituzione pubblica di assistenza e beneficienza Scuola Materna di Povo, composto di 27 articoli e con cui viene pure modificata la denominazione dell’Opera Pia da "Asilo Infantile" a "Scuola Materna - Povo di Trento".
30 MARZO 1974: Assemblea dei genitori per l’elezione (come da art.9 e 19-20 dello Statuto) di due componenti il costituendo Consiglio d’Amministrazione, convocata dal Commissario Straordinario che, nella stessa data, invia richiesta, per le nomine di loro competenza, al sindaco di Trento e al Provveditore agli Studi.
28 OTTOBRE 1974: Deliberazione della Giunta Regionale:
costituzione ricognitiva del Consiglio di amministrazione della scuola materna di Povo che risulta, come detta l’art.9 dello Statuto, così composto:
".... la scuola materna è retta dal Consiglio di Amministrazione composto di cinque membri, compreso il Presidente che di diritto, giusta lo0 Statuto originario, è il rev.do parroco pro-tempore di Povo. qualora il Parroco ritenesse di non poter accettare la carica, il presidente verrebbe letto dal Consiglio di Amministrazione, del quale egli è chiamato a far parte, a maggioranza assoluta ed a schede segrete. Gli altri quattro componenti, scelti fra persone residenti nel sobborgo di Povo, sono così nominati:
- uno dal Provveditore agli studi di Trento;
- uno dal Consiglio comunale;
- due rappresentanti gli "Amici della Scuola Materna" eletti a maggioranza di voti con schede segrete....".
Il Consiglio di Amministrazione rimarrà in carica quattro anni.
21 MARZO 1977: Legge Provinciale n.13: "Ordinamento della scuola dell’infanzia della Provincia Autonoma di Trento".
Con tale legge, attraverso la facoltà legislativa attribuita alla provincia, si provvide a tracciare per le scuole materne, alle quali veniva ormai riconosciuta la natura di servizio pubblico,un quadro normativo unitario. Furono definite finalità, obiettivi e modalità organizzative delle scuole dell’infanzia e fu concessa facoltà alle scuole autonome già esistenti di ottenere l’equiparazione o di scegliere per la "provincializzazione".
Nelle scuole materne a gestione privata che ottemperavano ad una serie precisa di clausole - tra cui l’osservanza delle disposizioni concernenti l’organizzazione didattica e la dotazione di personale insegnante previste per le scuole provinciali, nonchè la costituzione di un Comitato di gestione composto da rappresentanti del personale insegnante, non insegnante, dei genitori e del Comune ed integrato da un rappresentante dell’Ente gestore della scuola - si diede attuazione alla forma giuridica secondo il Titolo III della legge n.13 "Scuole dell’infanzia equiparate". A dette scuole veniva riconosciuto il diritto a godere dei finanziamenti della provincia ed a organizzarsi in associazioni, come la già esistente Federazione, per meglio rispondere alle esigenze del servizio educativo-scolastico.
La scuola materna di Povo chiese ed ottenne l’equiparazione con deliberazione della giunta provinciale n.8984 dd 11/11/1978.
18 MARZO 1978: assemblea elettorale convocata dal Presidente don Remo Noriller.
21 APRILE 1978: prima convocazione del Comitato di gestione.
Il giorno 7 settembre 1986 entra Parroco in Povo, in sostituzione di don Remo Noriller, don Renzo Zeni che si trova quindi a ricoprire anche la carica di Presidente della Scuola Materna.
7 febbraio 1987 DELIBERAZIONE del CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
concernente la proposta, presentata da don Renzo,di riformulazione degli art.9 e 16 dello Statuto, proposta motivata dalla necessità di introdurre nel testo la facoltà di delega, da parte del Presidente di diritto-parroco pro tempore di Povo- di tale ufficio a persona di propria scelta, residente nel sobborgo.
25 febbraio 1988:RICHIESTA ALLA GIUNTA REGIONALE di parere modifica statutaria.
22 settembre1988: DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE n01828 per l'approvazione delle modificazioni degli art. 9 e 16 dello Statuto.L'art.9 risulta come segue:
La Scuola Materna e' retta da un Consiglio di amministrazione composto di cinque membri, compreso il Presidente. Ne fanno parte: il Parroco pro tempore di Povo o persona da lui nominata per la durata del mandato; un Membro nominato dal Provveditorato agli Studi di Trento; un Membro nominato dal Consiglio comunale di Trento; due rappresentanti degli "Amici della Scuola Materna" di cui agli artt. 19/20 dello Statuto, eletti a maggioranza di voti e a scrutinio segreto.
Tutti i Membri devono essere residenti nel sobborgo di Povo, durano in carica quattro anni e possono essere riconfermati senza interruzione. L’incarico di Membro del Consiglio di amministrazione e' gratuito.
L'art.16 è integrato con:
Presidente della Scuola Materna è di diritto il Parroco pro tempore di Povo, giusto lo Statuto originario, o il Membro da lui nominato, ai sensi del precedente art.9.
Il Consiglio di amministrazione nella prima seduta elegge a scrutinio segreto e a maggioranza assoluta di voti un Vice Presidente, il quale sostituisce il Presidente in caso di assenza o di impedimento.
16 febbraio 1990:DECRETO Presidente Consiglio dei Ministri pubblicato in G.U.n045/1990 con le direttive alle Regioni in materia di riconoscimento della personalità giuridica di diritto privato alle I.P.A.B., individuandone i requisiti occorrenti.
6 febbraio 1992:DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE n0194,accertante la carenza, in ordine alla Scuola Materna di Povo, della natura e dei caratteri di I.P.A.B., ai sensi e per gli effetti di cui al regolamento di esecuzione dell'art.29 della L.R. 26 agosto1988,n020.
30 luglio 1992:DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE per l'approvazione di un nuovo Statuto dell'Ente Scuola Materna Povo di Trento, necessario al perfezionamento dell'istanza presentata al Servizio Affari Generali della Provincia, finalizzata ad ottenere il riconoscimento della personalità giuridica privata e idoneo a regolamentare l1attività dell'Ente stesso, una volta acquistata tale natura giuridica.
19 agosto 1992:DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA PROVINCIALE n0IIO79 con oggetto: Riconoscimento della personalità giuridica privata alla Scuola Materna Povo di Trento.
febbraio-maggio 1995:predisposizione e stesura del PROGETTO PEDAGOGICO. Con la già citata Leggel3/77 e successive modificazioni, la P.A.T. ha riconosciuto il valore del servizio educativo prestato dalle scuole materne autonome, garantendo loro l'autonomia istituzionale, pedagogica ed organizzativa. L'autonomia pedagogica trova il suo riferimento fondamentale e la sua espressione, oltre che nello Statuto, in una "carta" definita Progetto Pedagogico che, nel quadro degli Orientamenti provinciali, specifica l'identità della scuola chiarendone le finalità educative primarie. Tale documento programmatico, che ha normalmente validità triennale, favorisce il confronto costante tra organismi gestionali della scuola, insegnanti e genitori e diventa strumento di collegamento con la comunità.
25 giugno 1998:DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE per la presentazione della documentazione necessaria all'iscrizione dell'Associazione Scuola Materna -Povo di Trento - all'albo delle Organizzazioni del Volontariato, in seguito al Decreto Legislativo 460/97 inerente la riformulazione di tutta la materia fiscale degli Enti non commerciali; in particolare si considera la possibilità di ottenere - la qualifica di O.N.L.U.S. (organizzazioni non lucrative di utilità sociale) al fine di poter beneficiare di sgravi fiscali e di semplificazioni amministrative.
Si rende necessaria quindi la presentazione dl una nuova bozza di Statuto, che contempli inoltre la possibilità di gestire il nuovo asilo nido del Comune di Trento, sorto ad Oltrecastello e che entrerà in funzione a settembre ‘98.
5 settembre I998: Saluto e ringraziamento della comunità dl Povo alle ultime Suore di MARIA BAMBINA operanti alla Scuola Materna, Suor Angelina Lorenzini e Suor Giuseppina Casagranda, chiamate a prestare il loro servizio a Belluno Veronese.
10 novembre 1998:DECRETO DELL'ASSESSORE ALLA SANITA' E ATTIVITA' SOCIALI della P.A.T. n0121 con oggetto:
L.P.I3 febbraio 1992,n.8,art.3.
Iscrizione all'Albo delle organizzazioni di volontariato,
sezione b), dell'associazione SCUOLA MATERNA - POVO DI
TRENTO, con sede in POVO DI TRENTO, via Pantè n.1
17settembreI998:Approvazione modifiche statutarie da parte del Consiglio di Amministrazione e proposta di convocazione dell'Assemblea straordinaria.
25settembre 1998:DELIBERAZIONE dell'ASSEMBLEA dell'Associazione Scuola Materna - Povo di Trento- dello Statuto nella versione aggiornata, letta dal Presidente e allegata al verbale, a rogito del Dottor Andrea Cimino Notaio in Trento.
Allegato "A" al n. di rep. 50490/460 di raccolta d.d. 25.09.'98
NEL 1999 la scuola ha modificato il proprio Statuto al fine dell'iscrizione all'Albo del Volontariato, diventando così una ONLUS.
Dalle sue origini e fino all'anno
precedente il centenario di fondazione, ricordato nel 1999, l'Asilo
infantile ha potuto svolgere la propria attività educativa a
favore della comunità di Povo grazie alla meritoria opera delle
"Suore di Maria Bambina".
In questo contesto sono da ricordare anche le numerose persone
che a titolo volontario hanno contribuito e continuano a
contribuire alla vita dell'Associazione, assumendo cariche e
ruoli istituzionali e attivandosi con azioni di supporto più
indirette.
Le Suore di Maria Bambina hanno prestato la loro opera all’asilo di Povo fin dalla sua fondazione e la loro presenza, servizio importante per il buon funzionamento della nostra isitituzione, seppur ridotta negli ultimi anni per numero e compiti diversi dall’insegnamento, è stata consentita fino ad inizio settembre 1998.
Ma già dal 1988 la comunità religiosa di Povo, risentendo del generale calo di vocazioni e della necessità di utilizzo delle suore in altre comunità, era stata soppressa e, dopo la partenza dell’ultima superiora, suor Eugenia Miorandi, su richiesta della Parrocchia, Suor Angelina Lorenzini e suor Giuseppina Casagranda poterono restare quale distaccamento della comunità della casa di riposo. Dal 1996, quando anche quella comintà è stata chiusa, Povo è stato considerato distaccamento della comunità operante a Villazzano e le nostre Suore sono rimaste, contente di poter servire ancora nel nostro paese, ma consapevoli della precarietà della situazione. Ed infatti, il 5 settembre 1998, durante la Messa serale , suor Angelina e suor Giuseppina sono state ringraziate e salutate, con affetto e gratitudine per il prezioso servizio offerto per tanti anni, da parte del Parroco don Renzo Zeni, dal presidente del Consiglio Circoscrizionale Luigino Maule, dal presidente della scuola materna Giorgio Battisti e dai rappresentanti dei gruppi ecclesiali di cui son state parte attiva, attorniate da bambini, genitori, personale insegnante e non insegnante e da tante persone sinceramente partecipi.
Ma chi sono le suore di Maria Bambina?
Sono "suore di carità" appartenenti all’Istituto delle Suore di Carità delle Sante Bartolomea Capitanio e Vincenza Gerosa fondato nel 1832 a Lovere, paese sul lago D’Iseo. Le religiose di questo ordine -come si ricava dall’opuscolo stampato nel 150°anno di fondazione dell’Istituto- "vivono il dono totale di se stesse a Dio, operando nel mondo accanto ai poveri, ai bisognosi, all’uomo che è nel dolore e nell’emarginazione, al giovane nella sua ansia di dare un senso alla propria vita, un orientamento sicuro che non deluda...".
Nel 1842 venne donato all’Istituto un antico simulacro di Maria Bambina, custodito nel Santuario a Lei dedicato in via S.Sofia a Milano.
L’effige fu modellata da suor Isabella Fornari, francescana del convento di Todi, e poi venerata ogni anno nel giorno della Natività di Maria.
A rendere popolare la devozione che via via si sviluppava attorno all’immagine della Madonna Bambina contribuì la miracolosa guarigione di una giovane, avvenuta nel 1884, dopo il contatto con il simulacro.
In seguito a questi eventi le Suore di Carità vennero denominate dalla gente "le Suore di Maria Bambina" e, sicuramente, chi ha frequentato l’asilo di Povo ricorda con affetto la "statua" di Maria Bambina vestita di bianchi merletti che ha sempre avuto un posto d’onore nella Cappella.
Con la partenza delle suore, non c’è più la presenza del S.Sacramento, ma Maria Bambina rimane nell’angolo a Lei riservato.
La storia dell’Istituto narra poi che, dopo Bergamo, Milano e Brescia anche il Trentino chiese le Suore di Lovere.
Le prime giunsero nell’agosto 1844 all’ospedale di Rovereto, nel 1845 ad Arco, nel 1846 in quello di Trento dove, nel 1853, sorse il Noviziato.
Anche la direzione dell’ospedale-ricovero, sorto a Povo grazie alla generosità della signora Margherita Grazioli, stabilì di affidarne l’amministrazione alle suore di Maria Bambina che assicurarono la loro presenza fin dall’inaugurazione dell’ospedale avvenuta il 22 novembre 1891.
Due delle tre suore giunte da Trento si dedicarono con generoso impegno agli ammalati; alla terza suora, abilitata all’insegnamento, fu richiesto di prestare la sua opera educativa nella scuola elementare, allora situata nel pianoterra dell’ospedale.
Con l’inizio dell’anno scolastico 1893-94 l’istituto mise a disposizione altre due suore maestre per poter meglio curare la formazione degli scolari del paese. Negli stessi locali della scuola, durante i giorni festivi, le giovani e le scolare si radunavano per giocare e pregare insieme alle suore.
In seguito, al piccolo ospedale venne aggiunto un nuovo padiglione adibito a sanatorio, ma questo costituiva un pericolo per la salute degli scolari, per cui la Superiora Provinciale chiese al Comune di Povo un ambiente più sano e favorevole.
Ricordiamo che la serie delle Suore insegnanti nella scuola di Povo, iniziatasi allora con suor Teresina Ranzi, suor Amabilia Coser e suor Antonietta Castelpietra, si chiuse nel 1958 con suor Cherubina Zoanetti che ,per raggiunti limiti di età, lasciava il suo posto di maestra dopo 45 anni di insegnamento, di cui 38 nel sobborgo, ma continuava la sua attività presso la Scuola Materna dove era superiora.
Nel 1899 poi, quando venne avviata l’attività dell’Asilo infantile, altre due suore prestarono la loro opera dedicandosi ai piccoli in età prescolare. Per più di cent’anni quindi le suore di Maria Bambina hanno donato la loro presenza, il loro insegnamento l’instancabile servizio contribuendo alla formazione umana, intellettuale, sociale e morale di più generazioni di Poeri.
Desideriamo qui ricordare con riconoscenza le Suore che, nell’arco di un secolo, si sono succedute presso la Scuola Elementare e Materna di Povo:
| Suor Amabilia Coser Suor Teresina Ranzi Suor Antonietta Castelpietra Suor Cherubina Zoanetti Suor Pierina Battocletti Suor Silvia Ravanelli Suor Fiorenza Bertagnolli Suor Costantina Roncher Suor Clara Bernardi Suor Valentina Postal Suor Maria Nicoletti Suor Vincenza Bernardi Suor Emiliana Tovazzi Suor Angela Orsi Suor Battistina Delpero Suor Maria Carnessali Suor Pia Daprà Suor Ida Degasperi Suor Fortunata Rizzon Suor Pierina Gentilini Suor Cristina Voltolini Suor Eugenia Miorandi Suor Angelina Lorenzini Suor Giuseppina Casagranda. |
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Il materiale qui presentato è tratto dalla pubblicazione "La scuola dell'infanzia di Povo compie cent'anni", edita in occasione del centenario della scuola. |
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