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Comunicazioni
Calendario per il ritiro e la consegna dei moduli di iscrizione e di reiscrizione
buoni di servizio o di accompagnamento. Documentazione relativa alle procedure di assegnazione e fruizione: delibera e criteri.
3 e 4 novembre 2005: "Regala un libro ai bambini della scuola…"
Alle
famiglie dei nuovi iscritti: i prossimi appuntamenti
Per costruire assieme il percorso formativo rivolto alle famiglie.
Per l'anno scolastico in corso si propone di promuovere, come negli anni passati, alcune occasioni di incontro per i genitori.Queste iniziative saranno finalizzate all'approfondimento e alla discussione di tematiche di carattere psicologico ed educativo, per le quali ci si potrà avvalere di volta in volta del contributo di un esperto, opportunamente scelto sulla base di specifiche competenze in relazione al tema da affrontare. Si propone di coinvolgere mamme e papà per la scelta dei temi da mettere in agenda. Per questo la soluzione più semplice e capace di raggiungere tutte le famiglie in tempi brevi, ci è parsa quella del questionario.
Vi chiediamo perciò la cortesia di dedicarci un po' del vostro tempo.
Rispondendo alle domande e annotando liberamente altre vostre considerazioni, ci aiuterete a fare le scelte migliori sia per quanto riguarda i contenuti, sia per quanto concerne gli aspetti organizzativi.
Il questionario è anonimo e contiamo sul riscontro da perte di tutti.
Grazie per la collaborazione che ci vorrete accordare.
N.B.!! Il questionario potrà essere riconsegnato:
Con
la dichiarazione dei redditi o con il CUD 2008 destina il tuo 5 per mille alla
Scuola Materna
Anche quest'anno è possibile destinare il 5 per mille alla scuola materna (C.F. 80010790220).
Con l'occasione si ringraziano coloro che
hanno dato il loro prezioso contributo negli anni scorsi precisando che i fondi
raccolti saranno utilizzati per l'acquisto di attrezzature e giochi didattici
per la scuola.
Accolte
tutte le domande di iscrizione alla scuola materna
Sono state accolte tutte le nuove domande per l'anno scolastico 2008/2009.
I posti disponibili erano 39 e le domande pervenute 31, pertanto non è stato necessario redigere una graduatoria.
L'elenco con i nominativi sarà affisso all'albo della scuola materna a partire dal giorno 14 febbraio 2008.
Il
nuovo Comitato di gestione in carica per il triennio 2008-2010:
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cognome e nome
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ANDREATTA CRISTIAN
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Genitore - Presidente
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BRUGNARA MICHELE
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Genitore
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DETASSIS ANDREA
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Genitore - Vice presidente
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MOSER MARCO
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Genitore
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RIZZATO CRISTINA
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Genitore
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TOMASI FRANCESCA
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Genitore - Segretario
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BERTOTTI GIULIA
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Insegnante
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MICHELONI BARBARA
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Insegnante
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TONONI BARBARA
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Insegnante
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RUGINO DANIELA
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Oper. Appoggio
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GRISENTI GIUSEPPE
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Rappr. Ente Gestore
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FURLANI ALESSANDRO
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Rappr. Comune
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PAOLI MARIA CRISTINA
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Rappr. Comune |
Sabato 26 gennaio 2008 dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 16.00 alle 18.00 si terrà la giornata di scuola aperta:
in questa giornata le maestre, i rappresentanti del Comitato di Gestione, il presidente dell'Ente Gestore e la Coordinatrice pedagogica saranno a disposizione per offrire una maggiore conoscenza del nostro istituto alle famiglie che devono provvedere alla scelta della scuola per l'anno scolastico 2008-09.
Percorso formativo per i genitori anno scolastico 2006-07
Gli incontri sono rivolti ai genitori dei bambini delle scuole dell'infanzia di Povo e di Villazzano e si terranno presso la scuola dell'infanzia di Povo.
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Briciole o sassolini per Pollicino? Le scelte educative degli adulti nella relazione educativa. (Giuseppe Malpeli, pedagogista) 26 febbraio 2007 ore 20.30
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Facciamo giocare i bambini Il gioco simbolico o di finzione per la crescita del bambino. (Giuseppe Nicolodi, psicomotricista) 27 marzo 2007 ore 20.30
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Quando in famiglia ci sono fratelli (Daria Santoni, psicologa) 17 aprile 2007 ore 20.30
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Essere e fare il papà, oggi (Per partecipare a questo percorso articolato in due serate, è richiesta un'iscrizione) (M. Carla Brunialti, psicologa e psicoterapeuta) 13 e 20 aprile 2007 ore 20.30
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Il 13 gennaio 2007 dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 16.00 alle 18.00 il presidente dell'Ente Gestore, il Comitato di Gestione e la Coordinatrice pedagogica saranno a disposizione delle famiglie che devono effettuare la scelta della scuola materna per l'anno scolastico 2007-08 per offrire una maggiore conoscenza del nostro istituto.
Progetto
di solidarietà Natale 2006
Quest'anno la scuola dell'infanzia di Povo si è attivata per una raccolta di fondi per sostenere il progetto "DEWORMING VIETNAM"; i bambini hanno preparato dei biscottini che sono stati venduti, con una offerta libera, venerdì 15 dicembre all'entrata e all'uscita da scuola. E' stato anche distribuito del materiale informativo sul progetto.
Infanzia Cooperazione Sviluppo
E' stata fissata per lunedì 20 novembre 2006 alle ore 20.30 la riunione con i genitori.
Scopo della riunione è la presentazione del progetto scolastico per l'anno 2006-2007.
Durante la prima parte della riunione interverrà la coordinatrice pedagogica Dott.ssa Vinante che illustrerà insieme alle insegnanti, il progetto scolastico comune a tutte le sezioni. In questa occasione sarà anche presentato il "progetto di posticipo" ovvero le attività in programma nelle ore del posticipo.
Nella seconda parte della serata i genitori si riuniranno in gruppi corrispondenti alle sezioni dei figli: le maestre illustreranno i programmi delle rispettive sezioni.
Menù
per l'anno scolastico 2006-2007
Il menù rimane sostanzialmente quello degli anni passati: vi è un'unica variazione alla 4° settimana dove il menù del lunedì è spostato al venerdì e viceversa. menù 2006-2007
Incontro con la Dott.Vinante: "limiti
senza traumi"
Nell'incontro con i genitori del 3 aprile 2006, la Dott. Vinante ha presentato il libro di Tania Zagury: "Limiti senza traumi", ritenendolo un libro particolarmente utile per i genitori sia per l'argomento trattato: il senso dei limiti in educazione, che per la modalità di trattazione: particolarmente incisiva ma anche sintetica.
La Dott. Vinante ci ha messo a disposizione le diapositive da lei utilizzate durante l'incontro.
In occasione del mercatino promosso dal Comitato di gestione della scuola nelle giornate del 3 e 4 novembre u.s., sono stati acquisiti 79 nuovi libri per i bambini. Lo sconto praticato dalla libreria ha consentito di devolvere 200 euro a favore dei terremotati in Pakistan.
Inaugurazione della "stanza
delle storie"
La "stanza delle storie" è un nuovo spazio che la scuola ha allestito, grazie anche al concorso delle famiglie, per favorire e sostenere un positivo approccio del bambino al libro.
L'inaugurazione avrà luogo sabato 26 novembre 2005, presso la scuola, con il seguente programma:
| ore 10.30 | - taglio del nastro con la presenza di alcuni rappresentanti della nostra realtà comunitaria |
| ore 11.00 | - apertura a tutte le famiglie, che potranno visitare lo spazio e intrattenersi con i bambini per "curiosare" tra la dotazione libraria |
| ore 12.00 | - chiusura con un semplice rinfresco |
Progetto "Spazio genitori" anno
scolastico 2005-06
Lettera di presentazione del progetto:
Cari genitori,
abbiamo il piacere di inviarVi in allegato il progetto "Spazio genitori" per l’anno scolastico in corso.
L’iniziativa, promossa dal Comitato di gestione e sostenuta dalle insegnanti e dall’Ente gestore, si propone di continuare il dialogo con le famiglie e tra i genitori avviato dalla scuola lo scorso anno.
L’esperienza fatta ci ha sollecitati a cercare nuove proposte per offrire a tutte le famiglie l’opportunità di condividere alcuni momenti dedicati all’informazione, all’approfondimento, allo scambio su questioni e tematiche che riguardano il nostro essere genitori.
Per questo desideriamo, innanzitutto, mettervi a parte fin da subito del progetto nel suo complesso, per consentire a ciascuno di Voi di segnare in agenda gli appuntamenti di specifico interesse. Infatti, le diverse serate - pur legate tra loro da una comune attenzione ai bisogni dei nostri bambini – sono autonome una dall’altra proprio per favorire la maggior partecipazione possibile, in relazione alle scelte personali e alla disponibilità di tempo.
In secondo luogo, abbiamo organizzato il calendario tenendo conto anche delle consuete occasioni di incontro che la scuola propone, per non interferire sulla possibilità di partecipazione alle riunioni e ai colloqui con le insegnanti, consapevoli dell’importanza di queste occasioni, che consentono di seguire nello specifico l’andamento del percorso educativo-didattico e la maturazione di ciascun bambino.
Un’ultima nota. La varietà degli argomenti, delle "voci" proposte, ma anche dei "pretesti" che apriranno i diversi incontri, è stata pensata per rendere "piacevole e leggero" l’impegno della partecipazione, che forse a fine giornata può risultare faticoso.
Speriamo, quindi, di poterci incontrare numerosi per costruire assieme un percorso di condivisione e di crescita.
A tutti un cordiale saluto.
Povo, 18 ottobre 2005 IL COMITATO DI GESTIONE
Progetto "spazio genitori":
| Data e sede | Titolo iniziativa | Contenuti | Relatore/conduttore |
| 8 novembre 2005 a scuola ore 20.30 |
Un libro per noi… |
Quali libri scegliere per i nostri bambini e come trasformare il momento della lettura in un’occasione importante per rafforzare la relazione genitori/figli | Antonia Dal Piaz |
| 19 gennaio 2005 a scuola ore 20.30 |
A tu per tu con il pediatra | Dialogo aperto sulle questioni igienico-sanitarie di interesse dei genitori | dott. Pancheri o collaboratore |
| 20 febbraio 2005 a scuola ore 20.30 |
Kiriku e la strega Carabà | Visione di un film, un cartone animato, per mamme e papà | dott. Sabina Grigolli |
| 2 marzo 2005 a scuola ore 20.30 |
I temi educativi del film "Kiribu e la strega Karabà" | Approfondimenti, confronto e discussione a partire dalle sollecitazioni di un film | dott. Sabina Grigolli |
| 3 aprile 2005 a scuola ore 20.30 |
Limiti senza traumi | Un libro per i genitori. Un’opportunità per riflettere sul senso dei limiti in educazione |
dott. Virginia Vinante |
A tu per tu con il pediatra...
(la seguente lettera è stata o verrà distribuita a scuola, in questi giorni)
Cari genitori,
in vista della serata del 19 gennaio 2006 organizzata dal Comitato di Gestione che vedrà l’intervento del pediatra il dott. Pancheri vi sottoponiamo alcune riflessioni, in modo da poter raccogliere le vostre necessità conoscitive, e di far mirare l’intervento sui reali bisogni da voi espressi.
Vorreste che il pediatra parlasse di (segnate cortesemente con una x l’argomento di vostro interesse esprimendo al massimo tre preferenze)
Nel ringraziarvi per la collaborazione vi preghiamo di restituire alle maestre di sezione i questionari compilati entro il 30 novembre 2005.
Il Comitato di Gestione
"regala un libro ai bambini
della scuola"
Alla cortese attenzione di tutti i genitori
Nel Verbale dell’ultima seduta del Comitato di gestione abbiamo reso noto il desiderio di sostenere l’utilizzo del libro a scuola.
Questo desiderio corrisponde anche alle scelte delle insegnanti, che hanno trovato in proposito un significativo riscontro nell’investimento fatto dall’Ente gestore. Un’apposita aula, l’aula delle storie, è stata infatti destinata recentemente alla lettura e per questo sistemata e arredata a nuovo, secondo criteri che potranno consentire ai bambini di imparare ad amare e a far proprio uno strumento importante per la crescita: il libro.
Alcune buone ragioni per ritenere la lettura una pratica molto importante e promettente:
La lettura gratuita è per i bambini un’esperienza piacevole.
Il bambino piccolo, che fa numerose e frequenti esperienze di ascolto di testi, traendone divertimento, sarà interessato al libro e motivato alla lettura anche negli anni successivi.
La lettura di storie, fiabe, narrazioni è in grado di mobilitare e suscitare tutte le emozioni del piccolo ascoltatore, di attivarne sogni e fantasie.
Quando la lettura è un piacere, i bambini acquisiscono spontaneamente competenze fondamentali, quali la familiarità con il linguaggio narrativo, l’abitudine a riflettere sulle parole e a immaginare, la competenza cognitiva e linguistica che si collega all’ascolto di testi scritti.
La pratica della lettura ai bambini costituisce un’occasione speciale e agevole di costruzione e condivisione di esperienze comuni, sia con gli adulti che all’interno del gruppo dei compagni.
Le storie consentono di veicolare valori e sentimenti della comunità di appartenenza e favoriscono la conoscenza di mondi diversi dal proprio. Rappresentano, quindi, anche alimento della fantasia, dell’immaginazione, della creatività.
LA NOSTRA PROPOSTA:
"Regala un libro ai bambini della scuola…"
Chi lo desidera può contribuire ad arricchire la dotazione libraria della scuola.
Per questo nei pomeriggi del 3 e 4 novembre, avrete la possibilità di acquistare, magari assieme al vostro bambino uno o più libri che verranno resi disponibili grazie all’allestimento di un punto vendita all’interno della scuola dove potrete trovare una serie di libri selezionati da acquistare E’ gradita anche una piccola dedica, che verrà poi riportata sul testo.
Successivamente, grazie al Vostro sostegno e a qualche altro contributo che speriamo di ottenere*, potremmo procedere all’acquisto, che se sarà di una certa consistenza ci consentirà di avere uno sconto interessante.
Tale sconto (che verrà effettuato dalla libreria Ancora alla scuola a fronte di un acquisto consistente di libri) verrà devoluto in beneficenza al Pakistan.
Con l’impegno di rendere noto il risultato del progetto, ringraziamo anticipatamente per il Vostro coinvolgimento e porgiamo a tutti un cordiale saluto.
IL COMITATO DI GESTIONE
* Saranno molto utili eventuali segnalazioni di possibili sponsor.
Ricordiamo ai genitori dei bambini grandi e medi che il menù dell'anno scolastico2005-2006 non ha subito variazioni rispetto al menù che è stato consegnato lo scorso anno.
Quello che le parole non dicono: la comunicazione dei bambini nella trama esplicita e implicita delle relazioni. |
a cura di Sabina Grigolli, psicologa-psicoterapeuta
La parola è la modalità comunicativa più immediata, più visibile, più socializzata. Le parole hanno un significato semantico per lo più condivisibile che ci fanno capire messaggi di diverso tipo utili e a volte necessari per la stessa sopravvivenza.
La comunicazione universale tra gli uomini attraverso la parola, è sempre stato un sogno perseguito in passato dagli studiosi di esperanto, è stata rappresentata come espressione di intesa e unione spirituale nel Vangelo con la discesa dello Spirito Santo a Pentecoste che permette ai discepoli di parlare ciascuno la sua lingua e capirsi, rimane attualmente come tendenza generale soprattutto nella comunità scientifica, nell’uso condiviso della lingua inglese quale idioma universalmente decifrabile.
Anche nel percorso di crescita del bambino, l’inizio dell’espressione verbale comunicativa è salutata con grande soddisfazione, così che le prime parole rimangono a segnale di un passaggio da un codice comunicativo implicito ad un codice comunicativo esplicito. Questo aspetto è ciò che spesso i genitori sottolineano come passaggio fondamentale: mentre quando il piccolo ancora non parla non si sa mai cosa gli passa nella testa, con la parola è più facile capirsi…
Dunque la parola, il linguaggio verbale costituisce un innegabile canale comunicativo dal quale sicuramente non possiamo prescindere e che naturalmente cerchiamo di coltivare nella sua funzione di scambio là dove l’essere stranieri significa capirsi con difficoltà o l’avere qualche disabilità rende stentato l’intendersi. La parola con la sua funzione evocativa di significati condivisi, di immagini simboliche, di messaggi espliciti, sicuramente ricopre un ruolo assai ampio nell’ambito della comunicazione umana.
Tutto questo è molto vero, ma forse è necessario fare una prima distinzione tra due diversi livelli di espressione e decodifica della comunicazione verbale: dentro ogni comunicazione infatti possiamo individuare un messaggio esplicito, semantico e un messaggio implicito, emotivo. Sebbene questi due livelli di espressione comunicativa non siano mai disgiunti è pur vero che in certe situazioni si dà più peso all’espressione esplicita (messaggio semantico) della comunicazione (si pensi all’ascolto ed esecuzione di istruzioni per svolgere una certa attività-ricetta-) mentre in altre si coglie la dimensione emotivo-affettiva del messaggio in modo assai più pregnante. Eppure l’ascolto non può e non deve prescindere da alcuna di entrambe queste parti, altrimenti la comunicazione risulta incompleta e fuorviante nella sua espressione.
Aggiungiamo un’altra considerazione a queste riflessioni sulla comunicazione interpersonale: non esiste la possibilità di non comunicare quando si è con un’altra persona. Come dice Watslawick "L’intero comportamento in una situazione di interazione ha valore di messaggio, ne consegue che comunque ci si sforzi, non si può non comunicare. L’attività o l’inattività, le parole o il silenzio hanno tutti valore di messaggio: influenzano gli altri e gli altri, a loro volta non possono non rispondere a queste comunicazioni e in tal modo comunicano anche loro".(Watslawick:"Pramgmatica della comunicazione umana")
Da queste prime considerazioni già si capisce come la relazione con il bambino, sia che sia la relazione genitoriale che quella educativa dentro la scuola materna, è di fatto sempre, fin dal suo esordio una relazione "comunicante". Si pensi a questo proposito alle sensazioni di scambio affettivo che si attivano nel momento in cui il bambino ancora in grembo inizia a muoversi, o al primo sguardo, al suo sorriso…. Le insegnanti spesso ricordano l’entrata, il primo giorno, di quello o quell’altro bambino, ne hanno presente l’espressione. Ecco dunque la relazione che si fa comunicazione, al di là delle parole, oltre le parole, fin dal suo incipit.
Si comunica allora con l’atteggiamento, con il tono della voce, con lo sguardo, la postura, la mimica, esprimendo in maniera spesso assai eloquente messaggi che talvolta sono più forti del messaggio semantico veicolato dalla parola (es. interessamento negato dall’atteggiamento). Tutto sta nel mettersi in sintonia con tale linguaggio metacomunicativo che viaggia su onde sonore di tipo affettivo e non linguistico: in genere succede che inevitabilmente ciascuno di noi istintivamente risulti "toccato" da tali espressioni e avverta intimamente emozioni diverse, con polarità diverse (senso di rifiuto, disagio, oppure accoglienza, comprensione), ma non sempre riconosciamo alle espressioni non verbali il valore di messaggio interpersonale altrettanto importante e degno di considerazione, del messaggio verbale. Se questa modalità è vera per gli adulti, portati nel tempo a sfrondare sempre di più tutto ciò che è emotivo per arrivare spesso rapidamente all’oggetto esplicito del messaggio comunicativo (che non sempre coincide con il reale messaggio intenzionale del trasmettitore), non è però vero per i bambini.
Essi comunicano la loro esperienza emotiva costantemente, attraverso linguaggi che non sono principalmente quelli verbali, ma soprattutto creativo-espressivi (disegno, gioco) e comportamentali (dalle espressioni metacomunicative al comportamento disturbato). Per i bambini non è così "scontato" parlare attraverso le parole, perché le parole sono comunque riduttive rispetto al mondo emotivo e alla ricchezza affettiva che un bambino porta con sé.
La parola nella comunicazione del bambino può apparire ai suoi occhi uno strumento a volte troppo "stretto", comunque "mediato" attraverso il pensiero che filtra l’emozione, non istintivo e dunque più difficile da utilizzare con immediatezza. Per questo motivo il gioco è un’opportunità privilegiata per capire e per comunicare, così come il disegno (es: facciamo che tu fai la mamma, disegnami la mamma e non spiegami che cosa è una mamma…).
E’ però altrettanto vero che l’emozione avvertita, vissuta ed espressa in modo istintivo, è un’emozione che talvolta è difficile da contenere, da gestire, che talvolta fa paura al bambino stesso che la prova e allora la parola che "ingabbia" l’emozione è la parola che salva dal dilagare pericoloso dell’emozione e permette di fare chiarezza di pensiero dentro il soverchiare affettivo. Per questo usare le parole per tradurre le emozioni che si esprimono in un gioco simbolico o in un disegno, che si intuiscono nell’espressione del volto o che scoppiano nel gioco sensomotorio, possono aiutare il bambino ad entrare in contatto con il suo mondo emotivo in maniera consapevole e attraverso il filtro difensivo del pensiero.
Per far questo è però indispensabile che l’adulto che è con lui sappia "sentire" ciò che il bambino gli sta comunicando oltre le parole, attivando un ascolto empatico, strumento fondamentale per creare relazione affettiva ed educativa efficace con il bambino. Non è sempre facile, anzi direi che è una competenza che richiede nel tempo un costante esercizio e un serio impegno. Non è facile per diversi motivi, ma tra tutti sicuramente perché tale atteggiamento richiede a noi adulti di abbassare il livello delle difese interne per entrare in contatto con quella parte bambina che c’è in noi e che immediatamente riporta a galla tensioni del passato, questioni non risolte e rimaste critiche, aspettative disattese. Così l’aggressività che leggiamo nel violento scagliare di palline dentro la pallestra, oppure il riferimento alla timidezza che ci rimanda il comportamento lento e impacciato del bambino mentre sale sulle scalette dello scivolo, possono essere interpretazioni che attribuiamo al piccolo nel momento in cui al suo mondo interno sovrapponiamo il nostro. Perché non c’è come il mondo infantile e dunque il contatto con i bambini, che riesce a scuotere nell’interno qualsiasi equilibrio intrapsichico di un adulto che, ovviamente si lasci coinvolgere: così troviamo papà che si sciolgono alla vista del loro bambino neonato, al di là di ogni più rosea previsione, o al contrario papà che rifuggono il contatto con quell’esserino minuscolo che fa loro tanta paura, tanto da temere di romperlo. Ecco il permettersi di entrare in contatto, forse anche di confondersi_fondersi con l’altro, e dall’altra la paura di venir destrutturati (e dunque non di distruggere l’altro) se solo il contatto si dovesse fare più intenso, più intimo, più emotivo.
La relazione empatica se da una parte dunque richiede di entrare nel mondo del bambino, mettersi nei suoi panni, guardare le cose con i suoi occhi, percepire il contesto con le sue antenne, attivando dunque quelle competenze personali che riattivano immediatamente un collegamento con gli aspetti più bambini di sé, dall’altra richiede anche che vi sia la capacità di tenere una giusta distanza per differenziare ciò che è la propria percezione, da quella effettiva del bambino (il terzo orecchio). Solo così si può pensare di arrivare a tradurre con le parole in maniera corretta ed efficace ciò che il bambino intende comunicare, oltre le parole.
Non sempre è necessario tradurre in parole i messaggi dei bambini: pensiamo ai giochi di movimento dove al di là del bisogno e delle emozioni che esprimono sono importanti proprio perché offrono opportunità di vivere nella concretezza l’emozione stessa (es. cucù) e allora l’indugiare nel ripetere, al di là di ogni ragionevole significato quello stesso gioco, può essere più utile che tradurne il significato.
Certo, per decidere se le parole servono, se sono superflue, se addirittura "disturbano" ciò che solo l’esperienza può offrire, ci vuole una buona pratica nell’esercizio della relazione con i bambini e una valida capacità di ascolto empatico: ciò che però sempre, in una relazione che si connota come affettiva (genitoriale) ed educativa è necessario, è riuscire a cogliere i significati dell’espressione comunicativa del bambino, oltre le parole, dentro l’implicito. Ascoltare il bambino con il "terzo orecchio" permette, al di là del tradurre poi in parole la componente emozionale, di porsi in sintonia con i suoi bisogni evolutivi e dunque con le sue diverse faticose tappe di costruzione della sua personalità.
I bambini dunque comunicano, oltre le parole, in mille modi diversi: alcuni li abbiamo già individuati. Il disegno (e tutte le attività creative in generale) e il gioco (dall’attività sensomotoria al gioco simbolico) rimangono spazi privilegiati di espressione di sé e davvero utili messaggi per costruire comunicazione e conoscenza nella relazione con il bambino. Ciò che si può leggere in queste forme espressive riguarda ad esempio il vissuto e la percezione che i bambini hanno dentro sé rispetto ad avvenimenti particolari che riguardano la loro vita (nascita del fratellino, separazione dei genitori, trasloco, primo periodo di inserimento alla scuola materna) e che richiedono loro un "cambiamento" con conseguente mobilitazione emotiva. Dunque attivazione di sentimenti di paura, rabbia, disorientamento, richiesta di protezione… In questi casi riconoscere e tradurre emozioni ed eventi in parole ha un ruolo importantissimo nel permettere il ridimensionarsi della componente emotiva a vantaggio di una padronanza degli affetti attraverso una rappresentazione mentale più chiara e consapevole.
Altre volte il gioco e il disegno semplicemente esprimono il proprio modo di essere nel mondo e nella relazione e senza per forza dover essere espressione di difficoltà o fatica, sono comunque manifestazione di una specificità che come tale può essere riconosciuta e accolta: ne nasce la conoscenza del temperamento del bambino, la sua indole, il suo "carattere" che come tale va rispettato dopo che lo si è conosciuto. Qualche volta capita che nella veloce relazione empatica che confonde i piani di conoscenza personale e dell’altro, si tenda a misurare e interpretare il comportamento altrui secondo un metro interno personale che se delle volte costituisce un importante rivelatore di segnali che ad un approfondimento specialistico diventano poi sintomi, altre volte può indurre sottolineature e spingere a cambiamenti nel bambino, poco opportuni e forzosi. Si pensi a quei bambini particolarmente timidi e tranquilli per natura, quelli sempre impegnati nel fare o nel guardare chi fa, quelli invece sempre in movimento frenetico, quelli che hanno un pensiero brillante e intuitivo, quelli che hanno bisogno di tempo e quelli che invece il tempo lo bruciano.
Riconoscere le specificità significa ascoltare il bambino nelle sue espressioni implicite al di là della parola, dentro la relazione che per diventare relazione educativa (genitoriale, ma non solo) non può prescindere da tale ascolto, dove il coinvolgimento empatico, emotivo, costituisce lo strumento necessario perché la comunicazione circoli.
Ecco allora che la relazione significativa così costruita, diviene lo scenario dentro il quale la comunicazione può circolare, sia quella fatta di parole sia quella implicita, che si esprime nelle azioni creative, nel gioco e nel comportamento quotidiano.
Apriamo una riflessione su quest’ultimo aspetto. I comportamenti quotidiani che si declinano nelle azioni rituali del pasto, sonno, igiene possono diventare a loro volta momenti di espressione di un bisogno o di un disagio nel momento in cui essi richiamano ad una relazione stretta con la figura di riferimento più importante alla quale si intende far arrivare il proprio messaggio. Pensiamo semplicemente a quanto "passa" nella relazione quotidiana durante il momento del pasto tra madre e figlio sia che il figlio sia un mangione, sia che sia inappetente, sia che la mamma sia una mamma nutrice sia che sia una mamma poco coinvolta nella funzione di nutrice. Altrettanto dicasi per il momento dell’addormentamento e del sonno, quando la dinamica dello stare insieme e del lasciarsi coinvolge genitori e figli in maniera a volte problematica, oppure il momento dell’igiene mattutina, del bagno, fase di coinvolgimento intimo vissuto con indugio o al contrario con fretta. In maniera analoga, anche se con le dovute differenze, l’attacco o al contrario l’adesione alla ritualità quotidiana, è anche all’interno della scuola materna una possibile espressione di una volontà comunicativa del bambino.
Senza voler entrare ad approfondire in dettaglio questi aspetti peraltro così complessi e spesso diversi da bambino a bambino, basti dire che i bambini colgono istintivamente il valore affettivo che l’espressione di queste pratiche quotidiane veicolano nel rapporto con i genitori e con gli insegnanti e sanno dunque perfettamente entrare in questi significati sia per esprimere consenso, piacere, sintonia, sia per esprimere disagio, richiamare l’attenzione, pretendere riposta ad un loro bisogno. Dunque, al di là della questione importante dell’esigere rispetto delle regole e di creare degli spazi di contenimento comportamentale nel bambino, è altrettanto importante cogliere se nell’atteggiamento trasgressivo o eccessivamente adesivo dei bambini rispetto alle regole del quotidiano, non vi sia l’espressione di un bisogno implicito, che va dunque fatto emergere ed esplicitato a parole.
Perché se i bambini non sempre usano le parole per esprimere le proprie emozioni perché altri canali comunicativi risultano loro più facili e immediati, come abbiamo visto, ciò non toglie che gli adulti non possano parlare con i bambini. Anzi, credo che una delle funzioni genitoriali e in genere dell’educatore in relazione con il bambino, funzionale al compito di tutela ed educativo che gli è proprio, sia proprio quello di dare voce alle esperienze e alle emozioni comunicandole attraverso le parole. Qualche volta si cade nell’errore di ritenere che siccome per i bambini spesso il linguaggio implicito, come di fatto abbiamo visto, risulta più immediato e consueto di quello esplicito, è possibile anche per l’adulto evitare di parlare troppo con il bambino, magari pensando che le cose sono troppo difficili da spiegare. In realtà i bambini capiscono attraverso le parole dei grandi molto più di quanto non si pensi, ascoltano i messaggi che anche involontariamente giungono alle loro orecchie (si pensi a tv, discussioni a tavola, radio, chiacchiere in negozio…) e immagazzinano le cose secondo i loro codici interpretativi della realtà.
Per questo è importante offrire loro la possibilità di entrare e leggere la realtà che li circonda, sentendosi affiancati in questo percorso da un adulto di riferimento che aiuta loro a costruirsi una rappresentazione mentale chiara delle cose. Questo significa parlare insieme della domenica trascorsa con i parenti, delle cose fatte, dei motivi, dei legami di parentela, delle emozioni vissute, significa anche avvicinarsi ad argomenti più ampi quale quello della guerra, della malattia, della religione, sicuramente attraverso situazioni concrete o comunque senza lasciare cadere spunti occasionali, ma anche prendendo l’iniziativa per parlarne in maniera distesa e diffusa. Spesso la sorpresa sarà quella di trovare nei bambini già un pregresso di conoscenze che non si immaginava ci fosse, così come delle conoscenze distorte e forse anche tanto timore per una questione sentita come troppo grande da capire da soli e troppo poco affrontata dai grandi tanto da costituire quasi uno spazio di segretezza e omertà inviolabile.
Perché nella relazione con i bambini, così spesso anche nella relazione tra adulti, ci possono essere delle zone di segreto, di silenzio che risultano più eloquenti delle parole o che comunque evocano tante fantasie che spesso sono veicolo di ansia e disorientamento tali da costituire delle vere e proprie espressioni patologiche che nel tempo si possono strutturare, ma che altrettanto facilmente e rapidamente possono essere ricondotte a chiarezza e significato qualora il segreto fosse svelato ancora prima di diventare segreto.
E’ ovvio che i bambini non sono tenuti a sapere tutto ciò che sanno i genitori e soprattutto è importante sottolineare come vi siano delle cose da cui i bambini vanno tutelati perché l’impatto emotivo di certe informazioni, immagini, esperienze risulterebbe traumatico per loro, ma è altrettanto importante riuscire a compiere con equilibrio una buona comunicazione che sia rispettosa e fedele dell’esperienza vissuta, così come filtrata nei modi e nell’intensità a tutela del minore.
Dunque usare le parole per raccontare i vissuti ai bambini, significa aiutarli progressivamente ad entrare nel mondo anche attraverso il pensiero che anticipa, accompagna e significa l’esperienza, significa aiutarli a capire le dinamiche del mondo, per quanto possibile, sciogliendo energie altrimenti occupate sul fronte della difesa dall’ansia e dalla confusione che ciò che costituisce incognita o peggio confusione o peggio segreto, alimenta.
E allora sarà una scoperta sempre più ricca quella di incontrare il bambino nella profondità di una comunicazione che sa passare con facilità e libertà dalla posizione implicita a quella esplicita, diventando padrone di emozioni e bisogni che possono essere espressi, mediati, concordati nella chiarezza che il messaggio verbale permette, ma anche nella profondità che ogni espressione metacomunicativa veicola nella relazione sincera e fiduciosa che attraverso la reciproca conoscenza, si può costruire.
Lettera del Comitato di Gestione alle
famiglie
Cari genitori,
con questa lettera vogliamo presentare il nuovo Comitato di Gestione della scuola d’infanzia equiparata di Povo che si è appena insediato, illustrarvi gli intenti del suo operato per il prossimo triennio e, non ultimo, proporvi un coinvolgimento in prima persona.
La premessa che va senz’altro fatta è che pensiamo che anche voi tutti genitori della scuola, come noi, desideriate che i bambini frequentino una scuola nella quale tutti ci riconosciamo, sia nel modo concreto di operare ( ci riferiamo agli aspetti di cura, gestione, alimentazione…) che nell’ approccio pedagogico sottostante che la anima.
Proprio per questo noi membri del Comitato, abbiamo deciso di impegnarci all’interno di questo significativo organismo gestionale che rappresenta tutti i soggetti a vario titolo coinvolti nella vita della scuola.
Il nuovo Comitato, in carica fino al 2007, è così composto:
| cognome e nome | Tipologia | sezione |
| ZANETTI NICOLETTA | Genitore- Presidente | arancio |
| DELAI GIORGIO | Genitore-Vice presidente | gialla |
| WEISS ROBERTA | Genitore-Segretario | blu |
| DONDANA GAIA | Genitore | rossa |
| TARTER ANDREA | Genitore-Nucleo controllo mensa | verde |
| LUTTERI GIOVANNI | Genitore | arancio |
| PAOLI MARIACRISTINA | rappr.comune | arancio |
| GRISENTI GIUSEPPE | rappr.comune | arancio |
| PIGNATARI ANTONELLA | Insegnante | |
| FRIZZERA MONICA | Insegnante | |
| OSELE ILARIA | Insegnante | |
| MOLTRER LIDIA | oper. Appoggio | |
| ARNOLDI LUCIA | rappr.ente gestore |
Per quanto riguarda le finalità che intendiamo perseguire,esse sono di natura tale da voler incidere principalmente sulla promozione della qualità del servizio e sulla valorizzazione dell’esistente, essendo una scuola già ben strutturata e rispondente a gran parte dei requisiti esigibili (la scuola ad esempio è perfettamente a norma per quanto riguarda la legge sulla sicurezza; ha una propria cucina interna ed i bambini non usufruiscono di pasti confezionati altrove, solo per citare due aspetti importanti unicamente riferiti agli aspetti più esteriori e visibili). Inoltre l’operato dei precedenti Comitati di Gestione è stato fruttuoso ed incisivo, e ci ha lasciato in eredità stimoli positivi per completare la realizzazione di obiettivi precedentemente individuati che, anche noi, condividiamo e intendiamo portare avanti.
Il primo compito che ci siamo dati è quello di voler valorizzare la natura di questa scuola, la sua impostazione pedagogica, la sua matrice cristiana e di ispirazione cattolica, enfatizzando il fatto che è una scuola della comunità, nata più di cento anni fa per dare risposte concrete alle esigenze del momento, e che vuole promuovere attraverso il suo operato i valori dell’accoglienza e della solidarietà diffusa.
Per raggiungere tale obiettivo intendiamo sensibilizzare tutte le famiglie affinché facciano parte attivamente della scuola, in modo da sentirla propria, attraverso varie azioni che vanno dalla promozione del volontariato sociale a vario titolo esercitato all’interno della stessa, alla sensibilizzazione verso un modo di operare nel quotidiano con i propri bambini che sia in sintonia con quanto la scuola propone oltre alla condivisione in prima persona di esperienze dalla scuola attivate .
Ci proponiamo la realizzazione di un altro progetto che è quello di dare la possibilità a tutti i genitori di trovare all’interno della stessa scuola una proposta di "formazione permanente", che consiste nell’opportunità di frequentare in corso d’anno delle conferenze, di partecipare a dei lavori di gruppo e a delle iniziative di formazione mirata, rispondente alle varie esigenze che i genitori esprimono, dando modo ad ognuno di coinvolgersi più o meno attivamente in prima persona, a seconda delle proprie esigenze e disponibilità.
Pensiamo infatti che gli anni della scuola materna siano davvero "speciali", sia per i nostri bambini che vivono nella magia, nello stupore e nel gusto della scoperta, sia per noi genitori che abbiamo la possibilità, attraverso le loro esperienze ed il loro entusiasmo di vivere un periodo sereno ed irripetibile.
I genitori nella scuola materna dovrebbero trovare un luogo dove intrecciare amicizia tra famiglie, un terreno di scambio e di condivisione di esperienze, e non ultimo anche uno spazio di formazione e di confronto pedagogico.
Invitiamo pertanto i genitori a riflettere sui propri bisogni di formazione, anticipandovi che in seguito vi proporremmo delle iniziative alle quali poter aderire.
Il terzo obiettivo che vuole dare forza ai primi due è quello di istituire un sito internet della scuola, nel quale far convergere le "voci"di tutti i soggetti a vario titolo coinvolti nella vita della stessa.
All’interno del sito vorremmo dare spazio all’illustrazione del progetto pedagogico della scuola, ai lavori prodotti dai nostri bambini, agli articoli di genitori ed insegnanti, a delle recensioni di libri, presentare la scuola com’è organizzata e tante altre idee che speriamo di poter realizzare al meglio tutti assieme.
Per quanto riguarda gli impegni più di natura pratica, intendiamo cercare una soluzione al problema dell’attraversamento della strada nelle ore di punta; ci stiamo attivando per verificare la possibilità di avere un "nonno vigile" o figura assimilata.
Abbiamo promosso inoltre una serie di piccoli accorgimenti per migliorare lo scambio di informazioni fra scuola e famiglia.
Vogliamo infine approfittare di questa comunicazioni, per ricordarvi il progetto continuità elaborato dalla scuola che prevede per i genitori dei bambini prossimi alla scuola elementare, un incontro con il pedagogista Giuseppe Malpeli, lunedì 28 febbraio p.v alle ore 20.30 presso l’Auditorium della Scuola Media G.Pascoli di Povo, sul tema inerente al passaggio dei bambini dalla scuola dell’infanzia alla scuola elementare.
Sperando con tale comunicazione di essere riusciti a trasmettere lo spirito che anima il nostro prossimo operato e contando su una vostra partecipazione, rimaniamo a disposizione per ogni comunicazione, suggerimento, proposta.
Un caro saluto
Il Comitato di Gestione.